Identità

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La Storia

Una storia tra leggenda e realtà

Si racconta che, ai piedi di una grande quercia, apparisse una gentile vecchina di nome Bettina, intenta a filare la lana e a raccontare ai pastori antiche storie di magia e mistero. Di lei nessuno conosceva la provenienza: appariva e scompariva lasciando dietro di sé il ricordo delle sue parole. Da allora, quel luogo fu conosciuto come “la Querce Bettina”.
È da questa leggenda che nasce il nome della tenuta, ma la sua storia affonda le radici in una realtà fatta di terra, lavoro e passione.
Nata nel 1992 nel territorio di Montalcino, a circa 440 metri di altitudine, Querce Bettina avvia nel 1999 il proprio percorso vitivinicolo con l’impianto dei primi vigneti di Sangiovese.

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La Storia

Una storia tra leggenda e realtà

Si racconta che, ai piedi di una grande quercia, apparisse una gentile vecchina di nome Bettina, intenta a filare la lana e a raccontare ai pastori antiche storie di magia e mistero. Di lei nessuno conosceva la provenienza: appariva e scompariva lasciando dietro di sé il ricordo delle sue parole. Da allora, quel luogo fu conosciuto come “la Querce Bettina”.
È da questa leggenda che nasce il nome della tenuta, ma la sua storia affonda le radici in una realtà fatta di terra, lavoro e passione.
Nata nel 1992 nel territorio di Montalcino, a circa 440 metri di altitudine, Querce Bettina avvia nel 1999 il proprio percorso vitivinicolo con l’impianto dei primi vigneti di Sangiovese.
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Nel 2005 viene completata la cantina e nel 2009 nasce il primo Brunello di Montalcino DOCG, affiancato dal Rosso di Montalcino.
Da allora, il tempo, la terra e il lavoro hanno costruito l’identità di Querce Bettina: una storia profondamente legata a Montalcino, dove il Sangiovese diventa espressione autentica di un territorio fatto di vigne, boschi e colline.
Una storia nata da una leggenda e cresciuta nel tempo, con un’unica ambizione: raccontare Montalcino attraverso i suoi vini.

L'Evoluzione

Un nuovo capitolo, la stessa radice

Ci sono luoghi che cambiano senza perdere ciò che lirende unici. Querce Bettina è uno di questi.
Dopo oltre trent’anni di storia, nel 2025 la tenuta entra a farparte del progetto La Faretra, dando inizio a una nuovastagione. Un passaggio che nasce dalla volontà di raccoglierne l’eredità e accompagnarla verso il futuro, valorizzando ciò che esiste e costruendo nuove possibilità.
La rinascita di Querce Bettina parte dalla sua identità piùautentica: la terra, il Sangiovese, il paesaggio di Montalcino e il tempo necessario perché ogni cosa possa esprimersi.
Alla guida di questo percorso c’è Massimo Guercilena, Amministratore Delegato de La Faretra, che porta una visione agricola fondata sulla cura, sulla responsabilità e sulrispetto per la terra. Valori che non restano dichiarazionid’intenti, ma si traducono nelle scelte quotidiane e nelmodo concreto di lavorare. Perché ciò che raccontiamodeve corrispondere a ciò che facciamo: l’autenticità, primaancora di essere un valore, è un modo di essere.
Al suo fianco, l’enologo Giacomo Tonini contribuisce a definire un percorso enologico che unisce sensibilità e rigore,esperienza e ricerca, nel solco della filosofia del TeamSata e del Professor Leonardo Valenti, basata sullo studioe sulla conoscenza del territorio.
Dalla cura dei vigneti e dei suoli alla valorizzazione del paesaggio, fino al rinnovamento della cantina, ogni interventonasce dalla volontà di migliorare senza snaturare, innovaresenza perdere il legame con la storia. È una visione diagricoltura sartoriale, che osserva la terra, ne ascolta iritmi e riconosce a ogni luogo la propria unicità.
La rinascita di Querce Bettina è un gesto di continuità: noncambiare per diventare altro, ma crescere per diventarepienamente ciò che si è.
Perché il futuro, per essere autentico, deve avere radiciprofonde. E la cura, il rispetto e la responsabilità si riconoscono soprattutto nei gesti e nelle scelte di ogni giorno.

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L'Ambiente

La terra prima di tutto

A Querce Bettina il vigneto non è un elemento isolato, maparte di un ecosistema più ampio, fatto di vigne, oliveti,boschi e aree agricole che insieme compongono il paesaggio della tenuta.
Querce Bettina è un territorio vivo, in cui ogni elementocontribuisce all’equilibrio dell’insieme. Accanto ai vigneticrescono gli olivi, il bosco custodisce la biodiversità delluogo e la lavanda si inserisce nel paesaggio come unanuova presenza, capace di dialogare con l’ambiente e arricchirne la varietà.
Da questa visione nasce la scelta di un’agricoltura biologica, fondata sulla convinzione che prendersi cura della vitesignifichi prima di tutto prendersi cura della terra che la accoglie.
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Querce Bettina segue i principi dell’agricoltura biologica attraverso il protocollo Biopass, sviluppato in collaborazione con il team SATA e con l’Università Brescia e San Michele all’Adige. Un percorso che permette di osservare e monitorare nel tempo la vitalità dei suoli, la biodiversità e l’equilibrio dell’ecosistema.
La qualità e la salute dei terreni vengono valutate attraverso analisi visive e biologiche, mentre ogni intervento agronomico viene pensato nel rispetto dei cicli naturali, con l’obiettivo di preservare la fertilità del suolo, la vita microbica e la sua capacità di rigenerarsi.
Anche gli elementi più spontanei del paesaggio hanno un ruolo: siepi, fioriture e vegetazione naturale contribuiscono a creare habitat, favorire la biodiversità e mantenere vivo l’equilibrio della tenuta.
Lavorare in questo ambiente significa quindi osservare prima di intervenire, conoscere prima di scegliere, accompagnare i ritmi della natura senza forzarli. Perché il vino nasce dalla vigna, ma la qualità di una vigna nasce dal luogo che la accoglie.

La Tenuta

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Un paesaggio da abitare

Querce Bettina si estende per circa 29 ettari nel territorio di Montalcino, in un contesto di grande valore paesaggistico e agricolo.
Vigneti, oliveti, boschi e aree coltivate si susseguono creando un paesaggio articolato, dove la natura e il lavoro agricolo convivonosenza soluzione di continuità.
I vigneti occupano una parte selezionata della tenuta e sono il cuore del progetto produttivo. Qui il Sangiovese trova la propria espressione nei vini di Querce Bettina, dal Rosso di Montalcino al Brunello, fino alla Riserva nelle annate che ne permettono la produzione.
La tenuta comprende inoltre un oliveto, ampie superfici boschive e una porzione dedicata alla lavanda, a testimonianza di una concezione dell’azienda agricola che va oltre la sola produzione del vino.
La cantina e gli spazi dedicati all’accoglienza completano questo sistema e rappresentano il punto di partenza di un nuovo progetto dihospitality, pensato per trasformare la visita a Querce Bettina in un’esperienza autentica e immersiva.
L’obiettivo è creare un luogo in cui non ci si limiti a degustare un vino, ma si possa vivere il territorio, scoprirne i ritmi, attraversarne il paesaggio e comprendere la filosofia che lo anima. Un’ospitalità capace di raccontare Montalcino attraverso la sua terra, i suoi vini e la cultura dell’accoglienza, offrendo a ogni visitatore un modo personale di entrare in relazione con questo luogo.
Un progetto in divenire, che vuole rendere la permanenza a Querce Bettina un’esperienza unica: un’occasione per vivere a pieno lamagia di Montalcino e condividere una filosofia fondata sul rispetto della terra, sul tempo e sulla cura di ogni dettaglio.
Querce Bettina è, prima di tutto, questo: un territorio da custodire, un paesaggio da vivere e una casa aperta a chi desidera scoprirne l’anima.

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